5 cose che sono successe (davvero) durante l’elezione del Presidente della Repubblica

Redazione
29/01/2022

Dalla scheda stracciata per protesta dal nobile monarchico nel 1948 a Oscar Luigi Scalfaro "scatenato" come presidente della Camera prima del Colle, alcuni aneddoti legati agli scrutini per il Quirinale.

5 cose che sono successe (davvero) durante l’elezione del Presidente della Repubblica

Ne abbiamo viste diverse, nel corso di questi sei giorni dedicati all’elezione del Presidente della Repubblica, tra riunioni, schede bianche, balletti dei politicanti, franchi tiratori e candidati bruciati come se niente fosse. Tanto rumore per nulla, visto come è andata, ma tant’è. In fondo, non c’è nulla di strano. Gli scrutini per il Quirinale sono stati infatti spesso teatro di curiosi episodi: ne abbiamo scelti cinque.

1948, la scheda stracciata al nobile monarchico 

La prima elezione risentiva ancora delle tensioni che avevano contraddistinto il referendum tra monarchia e repubblica. Nel corso della prima seduta, il nobile Giovanni Alliata Di Montereale, eletto dal Partito nazionale monarchico, annunciò platealmente la sua astensione stracciando la scheda. Immediate le grida di disapprovazione dell’emiciclio: «Viva la Repubblica!», così come il richiamo del presidente della Camera Giovanni Gronchi: «Faccio osservare all’onorevole Alliata che meglio avrebbe conferito alla serietà della sua posizione il non aver accompagnato la sua dichiarazione con un gesto che io debbo disapprovare».

5 episodi curiosi successi durante le elezioni del Presidente della Repubblica, dal 1948 a oggi.
Il Palazzo del Quirinale (FILIPPO MONTEFORTE/AFP via Getty Images)

1955, Gronchi al Colle e un Cynar per Scelba

L’episodio-clou arriva appena dopo l’elezione di Giovanni Gronchi. Che, avvenuta con i voti di socialisti e comunisti, fa sperare quest’ultimi in una caduta del governo Scelba. A scrutinio terminato, Gian Carlo Pajetta e Velio Spano fanno portare dai commessi un Cynar liscio ai banchi del governo dove siede il Presidente del Consiglio in carica: Scelba si dimostrò più resistente del previsto, lasciando la guida dell’esecutivo solo due mesi dopo.

1962, la scheda precompilata per i franchi tiratori della Dc

L’elezione di Antonio Segni si svolse in un clima di tensione all’interno della Dc, a causa dei franchi tiratori intenti a disperdere i loro voti. Aldo Moro e i suoi (i “morotei”) ricorsero così a una provocazione: ritirano dai commessi due schede, consegnandole precompilate ai loro colleghi sospettati di non avere, per così dire, le idee chiare. L’escamotage fece dire a Giuseppe Rapelli: «Bisognerebbe votare nudi». Ma ebbe successo: Segni fu eletto al Colle (anche se vi rimase solo due anni).

1971, «Nano maledetto, non sarai mai eletto»

Oggi fanno discutere i voti-burla, da Amadeus ad Alfonso Signorini, ma in passato è successo decisamente di peggio. Nel 1971 Amintore Fanfani, presidente del Senato, era in corsa per il Quirinale. Un grande elettore, rimasto anonimo, sulla scheda scrisse una frase diventata famosa: «Nano maledetto, non sarai mai eletto». Alla fine Fanfani si ritirò e venne eletto al Colle Giovanni Leone.

5 episodi curiosi successi durante le elezioni del Presidente della Repubblica, dal 1948 a oggi.
Amintore Fanfani (Keystone/Getty Images)

1992, Scalfaro scatenato prima della sua elezione

Prima di essere eletto al Quirinale, Oscar Luigi Scalfaro era presidente della Camera e, dunque, nel 1992 toccò a lui presiedere gli scrutini. In piena Tangentopoli, in un’atmosfera elettrica il missino Buontempo tirò 500 lire in testa al democristiano Serri. Così lo riprese Scalfaro: «La invito a distinguere tra un’aula e una piazza di periferia». Poi la tirata d’orecchie ad alcuni deputati che avevano dato dell’imbecille a un avversario politico: «Onorevoli colleghi, non è il caso di urlare a voce alta il proprio cognome».