Il 28 luglio 1741 moriva Antonio Vivaldi

Redazione
28/07/2022

Il 28 luglio 1741 moriva il grande compositore e violinista veneziano Antonio Vivaldi. Visto il meteo, Tag43 vi dà il buongiorno con il terzo movimento dell'Estate da Le quattro stagioni: il temporale.

Il 28 luglio 1741 moriva Antonio Vivaldi

Il 28 luglio 1741 moriva a Vienna Antonio Vivaldi, compositore e violinista nato a Venezia e tra i massimi esponenti del barocco musicale. Sacerdote, pur non potendo celebrare la messa per motivi di salute, era detto “il Prete rosso” per il colore dei capelli. Vivaldi contribuì allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico (un genere iniziato da Giuseppe Torelli), e della tecnica del violino e dell’orchestrazione. Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo tra cui il genio massimo del barocco Johann Sebastian Bach.

Le quattro stagioni, il racconto musicale dell’Estate 

Impossibile non conoscere i concerti più famosi di Vivaldi, Le quattro stagioni, uno dei primi esempi di musica a programma, cioè di composizioni a carattere prettamente descrittivo. Ne L’estate è lampante. Il concerto si apre con un Allegro non molto che evoca l’afa estiva che non dà tregua. In lontananza però si scorge una tempesta. Un pastore è esausto, e non riesce a trovare un briciolo d’ombra per riposarsi. Alza gli occhi al cielo e vede nuvoloni grigi e così decide di tornare a casa. Nell’Adagio e piano-Presto e forte il pastore finalmente trova ristoro sotto un albero ma viene disturbato dagli insetti. In lontananza sente un tuono, poi un altro. Troppo tardi: la tempesta lo sorprende. Nel terzo movimento – Presto, forse il più noto – Vivaldi riproduce in musica il caos degli elementi.

Il 28 luglio 1741 moriva Antonio Vivaldi
Un ritratto di Antonio Vivaldi (1678 – 1741)(Getty Images).

Il sonetto anonimo “sceneggiatura” del concerto

La sceneggiatura di questo “cortometraggio” musicale è il sonetto che accompagna il concerto (versi anonimi anche se si suppone siano opera dello stesso Vivaldi). «Sotto dura stagion dal sole accesa/Langue l’huom, langue ‘l gregge, ed arde ‘l pino/ Scioglie il cucco la voce, e tosto intesa/Canta la tortorella e ‘l gardellino». Poi continua: «Zeffiro dolce spira, ma contesa/Muove Borea improvviso al suo vicino;/E piange il Pastorel, perché sospesa/Teme fiera borasca, e ‘l suo destino». «Toglie alle membra lasse il suo riposo/Il timore de’ lampi, e tuoni fieri/E de mosche, e mosconi il stuol furioso:/Ah che pur troppo i suoi timor sono veri / Tuona e fulmina il cielo grandinoso/Tronca il capo alle spiche e a’ grani alteri».

Visto il caldo torrido e i violenti temporali di questi giorni, Tag43 non può che darvi il buongiorno con il terzo movimento.