Il 16 agosto 2019 moriva Felice Gimondi

Redazione
16/08/2022

Il 16 agosto 2019 moriva Felice Gimondi, uno dei più grandi campioni del ciclismo italiano. Tag43 vi dà il buongiorno con la vittoria alla Parigi-Roubaix del 1966.

Il 16 agosto 2019 moriva Felice Gimondi

Tre anni fa ci lasciava Felice Gimondi, leggenda del ciclismo italiano, uno dei sette corridori capaci di vincere tutti e tre i grandi giri: Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta a España, ma anche il titolo di campione del mondo, più quattro classiche monumento. Tutto questo nonostante la sua carriera sia coincisa in gran parte con quella del “Cannibale” Eddy Merckx: per questo i suoi successi hanno ancora più valore.

Felice Gimondi, i successi di una straordinaria carriera

Gimondi fu colto da un arresto cardiaco mentre nuotava, in vacanza a Giardini-Naxos. Pedalando, decenni prima, aveva fatto sognare l’Italia intera. Professionista dal 1965 al 1979, ottenendo complessivamente 139 vittorie: campione completo, forte in salita, in volata e a cronometro, vinse tre volte il Giro d’Italia (1967, 1969, 1976) e una il Tour de France (1965) e la Vuelta (1968). Nel 1973 il successo nel campionato del mondo su strada, disputato a Barcellona, sul Montjuïc. Quattro le classiche monumento vinte in carriera: una Parigi-Roubaix (1966), una Milano-Sanremo (1974) e due Giri di Lombardia (1966, 1973).

Il 16 agosto 2019, cioè tre anni fa, moriva Felice Gimondi, uno dei più grandi campioni del ciclismo italiano.
1969, Felice Gimondi prima di una tappa del Tour de France (STAFF/AFP via Getty Images)

Felice Gimondi, il Tour del 1965 vinto da esordiente

Pazzesca in particolare la vittoria al Tour de France, arrivata da sconosciuto al primo anno da professionista. Giunto in Francia in sostituzione del gregario Battista Babini, con l’obiettivo di aiutare il suo capitano della Salvarani, Vittorio Adorni (fresco vincitore del Giro d’Italia), vestì la maglia gialla già dalla quarta tappa, indossandola quasi ininterrottamente fino a Parigi, diventando il quinto italiano capace di vincere la Grande Boucle, a cinque anni di distanza dal il trionfo di Gastone Nencini.

Il 16 agosto 2019, cioè tre anni fa, moriva Felice Gimondi, uno dei più grandi campioni del ciclismo italiano.
1973, Felice Gimondi (tra Freddy Maertens e Luis Ocana) celebra il titolo di campione del mondo di ciclismo su strada (Getty Images)

Al giornalista Gianni Brera, che ne descrisse a lungo le imprese, si devono i due soprannomi più noti di Gimondi: Felix de Mondi e Nuvola Rossa. Le sue gesta, così come la rivalità con Mercks, ha ispirato due canzoni: Gimondi e il cannibale di Enrico Ruggeri e Sono Felice di Elio e le Storie Tese.

Tag43 vi dà il buongiorno con la vittoria di Felice Gimondi (anzi Gimondì) alla Parigi-Roubaix del 1966, quando tagliò il traguardo con il tempo con ben 4’08” di vantaggio rispetto al secondo classificato, l’olandese Jan Janssen.