Giornata della memoria: da La vita è bella a Schindler’s List, 10 film sulla Shoah

Fabrizio Grasso
26/01/2022

I capolavori di Benigni e Spielberg, ma anche Il pianista e il recente Jojo Rabbit. Ecco le pellicole che meglio delle altre hanno saputo raccontare l'orrore dell'olocausto.

Giornata della memoria: da La vita è bella a Schindler’s List, 10 film sulla Shoah

In occasione della Giornata della Memoria del prossimo 27 gennaio, Rai e Mediaset assieme alle altre reti nazionali hanno in programma un palinsesto dedicato. Il cinema, d’altronde, ha da sempre rivolto grande attenzione all’Olocausto, con film che sono entrati di diritto fra i capolavori della settima arte. Eccone dieci, tra cui l’intramontabile La vita è bella di Roberto Benigni, da guardare in tv o in streaming.

Da La vita è bella a Schindler’s List, i 10 migliori film sull’Olocausto

1. La vita è bella (1997), il capolavoro di Roberto Benigni

Quando si parla di film inerenti l’Olocausto non si può non citare e partire da Roberto Benigni. Il suo La vita è bella del 1997, vincitore di tre premi Oscar tra cui quello come “Miglior film straniero”, segue le vicende di Guido Orefice. L’uomo, italiano di origine ebrea, viene deportato in un lager nazista e qui cercherà di proteggere il figlio dagli orrori dell’Olocausto. Come espediente, fa credere al bambino che tutto sia un gioco fatto di sfide durissime, al termine del quale li attende un ricco premio finale. Eccezionale anche la colonna sonora di Nicola Piovani, premiato anch’egli dall’Academy americana.

2. Schindler’s List (1993), l’Olocausto secondo Steven Spielberg

Tra i più famosi film sulla Shoah c’è indubbiamente Schindler’s List, film del 1993 di Steven Spielberg. Sfruttando la tecnica del bianco e nero, racconta la vera storia di Oscar Schindler, industriale tedesco che durante il nazismo salvò la vita di più di mille ebrei destinati a morire nei campi di concentramento. Il film, che vanta nel cast Liam Neeson e Ralph Fiennes, ottenne ben 12 nomination ai premi Oscar, portando a casa 7 statuette fra cui quella come “Miglior film”.

3. Il diario di Anna Frank (1959), il cult di George Stevens

Risale alla fine degli anni Cinquanta, ma è ancora uno dei film di maggiore spessore nel suo genere. Il diario di Anna Frank, nella sua versione del 1959 di George Stevens, racconta la vita dell’omonima protagonista e del suo diario scritto nel periodo in cui si nascondeva con la famiglia dai nazisti in una soffitta di Amsterdam. A raccontare la storia è Otto, il padre della ragazza, unico superstite dei campi di sterminio. Giunto a casa, trova il diario della figlia Anna e leggendolo ne ripercorre la vita. La protagonista ha qui il volto di Mille Perkins.

4. Il pianista (2002), la visione di Roman Polanski

Roman Polanski ha invece diretto nel 2002 Il pianista, cult tratto dall’omonimo romanzo autobiografico di Władysław Szpilman, compositore di origine ebrea rinchiuso nel ghetto di Varsavia. Vincitore di tre premi Oscar, 7 premi César e della Palma d’oro a Cannes racconta la storia di un uomo costretto a nascondersi per scampare alla presa nazista. Protagonista è Adrien Brody, vincitore per la sua performance del premio Oscar.

5. Il bambino con il pigiama a righe (2008), un amicizia più forte dell’Olocausto

Nel 2008 i cinema accoglievano Il bambino con il pigiama a righe, adattamento di Mark Herman del romanzo omonimo di John Boyne. La storia ruota attorno all’amicizia tra Bruno, il figlio di un ufficiale nazista, e Shmuel, ebreo suo coetaneo rinchiuso nel campo di concentramento vicino. Nonostante un filo spinato separi le loro vite, i due stringono un legame indissolubile che porta però a un finale triste. Bruno si traveste da ebreo e scava una fossa sotto al filo spinato per salvare l’amico ma, mentre cercano il padre del ragazzino ebreo, vengono condotti assieme ad altri prigionieri in una camera a gas.

6. Jojo Rabbit (2019), l’Hitler buffo di Taika Waititi 

Taika Waititi ha diretto nel 2019 Jojo Rabbit, un film che affronta il tema dell’Olocausto da un punto di vista differente e con un tono più leggero. L’opera, che vanta nel cast la presenza di Scarlett Johansson e Sam Rockwell, racconta l’educazione sentimentale e civile di un ragazzino filo-nazista nella Germania degli Anni Quaranta. Il film ha vinto il premio Oscar come “Miglior sceneggiatura originale”.

7. La signora dello zoo di Varsavia (2017), il coraggio di una coppia

Jessica Chastain e Daniel Bruhl sono protagonista di La signora dello zoo di Varsavia, film del 2017 di Niki Caro. La storia segue le vicende di Antonina Żabińska e suo marito Jan, direttore dello zoo della capitale polacca. Privati del loro lavoro dall’invasione nazista del 1939, i due si dedicarono alla tutela degli ebrei, salvandone dai ghetti oltre 300 usando la musica come espediente per comunicare con loro senza farsi scoprire dalle SS.

8. The Reader – A voce alta (2008), i giovani tedeschi travolti dal nazismo

Il nazismo non colpì soltanto uomini e donne di origine ebrea.  The Reader – A voce alta racconta, più che l’Olocausto in sé, le storie private di reduci, aguzzini e semplici testimoni dell’orrore. Tratto dall’omonimo romanzo di Bernhard Schlink, vanta nel cast la presenza di Ralph Fiennes e Kate Winslet, che per la sua performance ricevette il premio Oscar.

9. Storia di una ladra di libri (2013), il racconto dello sterminio dei volumi

Risale al 2013 invece Storia di una ladra di libri, film con Sophie Nélisse e Geoffrey Rush che si basa sul romanzo di Markus Zusak La bambina che salvava i libri. Ambientato nella Germania nazista, racconta la storia della giovane Leslie, di origine ebrea, che nonostante non sappia leggere e scrivere, decide di appropriarsi di alcuni libri prima che finiscano nel rogo delle truppe naziste. La sua amicizia con l’ebreo Max, scampato alla Notte dei cristalli, la mette però in una difficile e complessa situazione.

10. La tregua (1997), l’Olocausto con gli occhi di Primo Levi

Chiudiamo l’elenco con La tregua, ultima regia di Francesco Rosi, che si basa sull’omonima opera di Primo Levi. La trama racconta il ritorno a casa del protagonista dopo la sua detenzione nel campo di Auschwitz, che lo scrittore ripercorre anche nel suo libro. Un percorso che lo porta, assieme ad altri deportati italiani, ad attraversare l’intera Europa fra pericoli e incertezze, a piedi o a bordo di treni di fortuna. Nei panni del protagonista c’è John Turturro, al cui fianco ci sono anche Massimo Ghini, Lorenza Indovina e Claudio Bisio.